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L’agility dog: più che uno sport

Si sente spesso parlare di agility dog e molti sanno – o lo indovinano dal nome – che si tratta di uno sport per cani, dunque una forma di attività fisica che può apportare molti benefici alla sua salute e al suo benessere.

 

Nella grande maggioranza dei casi, però, oltre la vaga e semplice consapevolezza dell’esistenza di questo sport cinofilo non c’è molto altro.

 

Come si pratica, quali sono le sue regole, in che modo può far bene ai nostri amici a quattro zampe? Proviamo a rispondere a queste domande.

Cos’è l’agility dog e come si pratica?

L’agility dog è un’attività sportiva per cani – nata in Inghilterra alla fine degli anni ’70 – che prevede il completamento di un percorso ad ostacoli (minimo 15, massimo 22) da affrontare secondo l’ordine previsto nel minor tempo possibile, evitando penalità.

 

Stando al regolamento della FCI (La Federazione cinologica internazionale) l’agility è una disciplina aperta a tutti i cani che favorisce il suo felice inserimento nella società.

 

In Italia l’agility dog è arrivata una decina di anni più tardi, nel 1988, con le prime prove fatte a Torino l’anno seguente. Come era avvenuta nel Regno Unito, anche nel nostro Paese l’interesse suscitato fu subito notevole, al punto che l’ENCI (l’Ente Nazionale Cinofilia Italiana) pubblicò una prima bozza di regolamento per poi adeguarsi a quello internazionale della FCI.

 

Nell’agility sono previsti quattro livelli, chiamati brevetti: debuttanti, agility 1, agility 2 e agility 3. Ogni cane comincia chiaramente da debuttante e a seconda dei risultati (bisogna ottenere giudizi di eccellenza, e cioè evitare di fare errori e incorrere in penalità) progredisce fino al brevetto 3, il livello più difficile che consente solo ai migliori di accedere al campionato nazionale.

 

I cani vengono suddivisi in tre categorie a seconda dell’altezza al garrese (cioè la parte finale del collo): small (inferiore ai 35 cm), medium (tra i 35 e i 43 cm) e large (oltre i 43 cm).

 

Il percorso ad ostacoli che i nostri amici affrontano è lungo dai 100 ai 200 metri ed il suo tracciato è definito, a seconda del brevetto previsto, da un giudice che stabilisce anche il tempo base (definito TPS, tempo per il percorso standard) e il tempo massimo (TMP, solitamente il doppio del TPS).

L’importanza del conduttore

È previsto che durante il percorso il cane sia accompagnato e gestito da un accompagnatore, definito in questo caso conduttore. Sarà lui a guidare Fido verso il traguardo grazie all’uso della voce e delle braccia.

 

Un compito molto difficile, dato che basta un errore di comunicazione (verbale coi comandi vocali o paraverbale con quelli gestuali e posturali) per portare il cane in errore e perdere la gara. Vocalmente, oltre a dare il comando al momento giusto, bisogna conoscere molto bene il proprio amico a quattro zampe e andare di pari passo con i suoi tempi e il suo stile di percorrenza.

 

A livello gestuale e posturale è opportuno indicare l’ostacolo con la mano più vicina, in modo fermo e contemporaneamente al comando vocale. Il corpo deve essere rivolto verso la direzione in cui deve puntare il cane ed è bene sapere che specifici atteggiamenti posturali possono condizionare le azioni del cane.

 

Come è facile desumere, allora, il risultato di una gara di agility è la diretta conseguenza dell’abilità del conduttore e della performance canina.

 

Lo svolgimento delle prove di agility dog

Il conduttore mantiene il suo cane in posizione di ferma (in piedi, seduto o a terra), dietro la linea di partenza. Poi dopo il segnale del giudice stacca il guinzaglio e dà il comando di partenza. Il tempo parte quando il cane affronta il primo ostacolo. Il percorso termina dopo il superamento dell’ultimo ostacolo, con il conduttore che rimette il guinzaglio e lascia il terreno del tracciato.

 

Tra gli ostacoli che il cane può trovarsi davanti, le cui dimensioni dipendono ovviamente dalla categoria determinata dalla taglia, ci sono salti in alto, siepi, muretti, salti in lungo, pneumatici, passerelle, bascule, palizzate, tavoli, slalom e tunnel (morbidi o rigidi).

 

L’obiettivo principale è proprio quello di superare insieme gli ostacoli, nell’ordine previsto e senza errori, entro il limite di tempo, che non è comunque considerabile alla stregua di criterio principale di valutaizone. L’agility dog è infatti una gara di abilità, più che di rapidità.

 

Le penalità applicate sono suddivisibili in due categorie:

 

  • Errori o rifiuti del cane durante il percorso (nello specifico possono essere di carattere generale o relativi agli ostacoli)
  • Superamento del TPS

 

Vi sono poi errori che determinano l’eliminazione del conduttore e del proprio cane, tra cui episodi di scorrettezza verso il giudice, brutalità verso il cane, superamento del TMP, tre rifiuti durante il percorso, mancato rispetto dell’ordine e molti altri.

Perché l’agility dog fa bene al tuo cane

L’agility è prima di tutto un gioco da fare in compagnia, il coronamento di un’intesa e di una grande storia di amicizia. È quindi terapeutico già soltanto per questo, perché consente di trascorre tempo di qualità insieme al proprio amico; in più è un’attività che aiuta lo sviluppo psico-fisico di Fido. Le gare, l’agonismo, sono del tutto secondari rispetto all’idea di fare attività fisica insieme.

 

Al massimo possono essere uno sprone ulteriore. Allenandosi regolarmente, il cane può acquisire in breve tempo una forma smagliante, ottenendo splendidi benefici anche sul piano psicologico.

 

Come se non bastasse, l’abitudine a rispondere correttamente e tempestivamente ai comandi e alle istruzioni del conduttore gli consente di acquisire un’ottima educazione e di integrarsi perfettamente tra uomini e altri quadrupedi.

 

Un ultimo aspetto dell’agility dog che ci piace sottolineare è l’estremo rispetto per la diversità e l’uguaglianza assoluta con cui vengono considerati i vari esemplari, valutati non certo in base a fattori estetici o di razza, ma esclusivamente sulla base della propria abilità, frutto di intesa con il proprio conduttore e di esercizio.

 

Uno sport, insomma, assolutamente democratico ed esemplare.