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Il pappatacio: un nemico della salute animale

La bella stagione tanto attesa è finalmente arrivata, con le sue temperature miti e le giornate piene di luce. In questo periodo dell’anno passiamo molto più tempo all’aperto, per la gioia dei nostri amici a quattro zampe. Anche giornate così belle nascondono tuttavia delle potenziali insidie per i nostri pets. La maggiore diffusione dei pappataci rappresenta probabilmente una delle minacce più pericolose.

Conosciamo il pappatacio

Il pappatacio (Phlebotomus papatasi) è noto anche come flebotomo. Si tratta di un insetto simile a una piccola zanzara e molto diffuso nell’intero bacino del Mediterraneo. Si contraddistingue per il suo colore giallo-marrone pallido e per la fitta peluria che ne ricopre il corpo. Deve il suo nome al volo estremamente silenzioso che riesce ad eseguire e che gli consente di avvicinarsi indisturbato al suo obiettivo. Una volta raggiunta la preda, l’insetto “pappa tacendo”.

I maschi della specie si nutrono di sostanze zuccherine di origine vegetale, sono pertanto le femmine a pungere e cibarsi del sangue. Il pappatacio femmina si nutre, per la precisione, delle proteine presenti nel sangue della preda, necessarie a produrre e deporre le uova.

Il pappatacio ama il caldo e si diffonde maggiormente nel periodo compreso fra maggio e ottobre. Di solito preferisce colpire fra il tramonto e l’alba nelle aree pianeggianti vicine al mare, ma anche in zone più in altura (fino a 800 metri s.l.m.).

Il pericolo leishmaniosi

Il pericolo maggiore di un incontro ravvicinato fra il nostro cane e un pappatacio è la trasmissione della leishmaniosi, malattia che provoca sintomi piuttosto gravi e che può avere conseguenze anche peggiori. Per difendere i nostri amici a quattro zampe dai pappataci è dunque opportuno provvedere a un’azione profilattica adeguata, utilizzando specifici prodotti a effetto repellente.

Esistono anche altri piccoli accorgimenti per scoraggiare la presenza di questo insetto. Areare le stanze ed esporle molto alla luce del sole può essere d’aiuto, così come evitare ristagni d’acqua ed eliminare residui organici dai sottovasi. I pappataci non amano l’odore di timo, geranio e rosmarino, piante che agiscono pertanto da repellenti naturali.