fbpx

La lingua del gatto

In questo articolo non parliamo di miagolese né di una ricetta per biscotti, ma delle sorprendenti caratteristiche della lingua del gatto. C’è una grande differenza infatti fra la lingua dei gatti e quella degli esseri umani.

 

La lingua del gatto: anatomia e funzionalità

Una delle proprietà che risalta immediatamente è la ruvidità della lingua del gatto, elemento che i nostri amici felini sfruttano pienamente in situazioni molto diverse. La lingua è infatti composta anche da una sostanza di nome cheratina grazie alla quale i gatti riescono a sminuzzare meglio il cibo e a mangiarlo molto velocemente. Una proprietà che torna molto utile in fase di caccia.

Anche la lunghezza della lingua non è casuale dal momento che permette al gatto di raggiungere remoti punti del corpo durante la pulizia e far sparire dal proprio manto ogni traccia della preda appena mangiata, odore incluso. Ecco spiegato perché i gatti hanno l’abitudine di leccarsi dopo i pasti.

Lunghezza a parte, sono la mobilità e la flessibilità della lingua a semplificare al massimo le operazioni di pulizia ordinaria e straordinaria del gatto, nonché la sua attività di cura del pelo. La lingua diventa allora una specie di spazzola e non c’è da sorprendersi che i gatti amino così tanto massaggiarsi il manto.

Dopo mangiato è il momento di bere. Uno studio statunitense ha dimostrato che i gatti riescono a farlo molto velocemente, sostenendo un ritmo che risulta essere superiore anche a quello dei cani. Parliamo di ben quattro leccate al secondo con perdite ridotte al minimo.

 

Qualche limite

Forse non tutti sanno che la lingua del gatto presenta sulla sua superficie meno papille gustative di quella dell’uomo. È per questo motivo che i nostri amici a quattro zampe non riescono a distinguere i sapori dolci.

Quando il gatto rimuove i peli morti dal suo manto riesce a catturarne una grande quantità molto facilmente grazie alle appendici filiformi presenti sulla sua lingua. Tali appendici non sono mai perpendicolari alla lingua, ma sempre inclinate anche quando sono a riposo. Questo orientamento, quando rivolto verso la gola, provoca tuttavia l’ingerimento di alcuni peli e genera le cosiddette palle di pelo che si formano nell’apparato digerente dell’animale, costringendolo a espellerle. Ma è impossibile chiedere ad un gatto di non toelettarsi, per questo è importante aiutarlo a rimuovere il pelo morto spazzolandolo o accarezzandolo con la mano inumidità con acqua’