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Zecche: conoscerle per combatterle

Passare i mesi primaverili ed estivi a rimuovere zecche dai propri amici pelosi non è certamente il modo migliore per trascorrere l’arrivo delle belle giornate. Non solo questi parassiti sono particolarmente sgradevoli da guardare, ma sono anche difficili da eliminare correttamente, occultate come sono dai peli del cane e attaccate con ferocia alla loro preda. Lasciate a lungo addosso al nostro amico o rimosse in maniera incompleta, queste canaglie possono provocare serie patologie. Vediamo allora di conoscerle meglio per prevenire i loro attacchi e, nel caso di ospiti indesiderati già attivi, intervenire nel modo corretto.

Cosa sono le zecche

Le zecche sono parassiti ematofagi (si nutrono cioè del sangue per completare il loro ciclo vitale) appartenenti all’ordine degli Ixodida, un sottordine di acari. Le specie che ci interessano maggiormente, ovvero la zecca del bosco (Ixodes ricinus) e la cosiddetta la zecca del cane (Rhipicephalus sanguineus) può essere lunga da 1-2 mm nello stadio giovanile fino a 1 cm nella fase adulta. Il corpo è di forma tondeggiante e il capo, da esso non distinguibile, presenta un apparato boccale, detto rostro, in grado di infilarsi sotto la cute e succhiare il sangue.

Le zecche non sono particolarmente selettive nella scelta dell’organismo da attaccare e oltre ai cani possono scegliere altre specie animali, gatti, piccoli roditori, lepri, volpi e uccelli. Tra i target c’è chiaramente anche l’uomo. La loro presenza e attività è strettamente correlata alla temperatura e al tasso di umidità: con l’aumento dei gradi, infatti, riemergono dagli anfratti e dalle tane in cui si sono rifugiate durante l’inverno e rimangono attive fino all’autunno.

Dove è più facile trovarle

Il loro habitat ideale è costituito da zone ricche di erba e arbusti, ma le zecche si possono facilmente trovare anche dove la vegetazione è più rada, soprattutto se si tratta di spazi dove abitualmente passano ospiti da parassitare. A causa del cambiamento climatico e del riscaldamento globale, le zone con un clima a loro favorevole stanno aumentando significativamente e ne stanno favorendo la proliferazione.

Identificarle prima che prendano alloggio sulla cute dei nostri amici a quattro zampe è praticamente impossibile: nascoste dalla vegetazione, dove si appostano, questi acari avvertono l’anidride carbonica e il calore emesso dagli organismi da insidiare e sono libere di avventurarsi con discrezione sul loro manto.

Una volta salite a bordo possono a mordere e succhiare indisturbate finché non ci rendiamo conto della loro presenza: per questo motivo è bene controllare con grande scrupolosità il pelo del cane al rientro alla passeggiata. Solitamente l’ematofagia va avanti dai 2 ai 7 giorni, finché le zecche non si lasciano cadere per ricominciare il ciclo vitale e riproduttivo.

Le malattie trasmesse

I cani punti da zecche potrebbero correre il rischio di contrarre diverse malattie:

  • Ehrlichiosi: malattia batterica che si manifesta, dopo un periodo di incubazione, con sintomi assimilabili a quelli dell’influenza
  • Piroplamosi o Babebiosi: infezione causata da un protooo del genere babesia. I sintomi sono: febbre, leggera anemia, emoglobinuria (urina scura) nei casi più gravi.
  • Borreliosi (o Malattia di Lyme): causata dal batterio borrelia, comporta febbre, dolori articolari, malessere generale.
  • Anaplasmosi: viene trasmessa dalle zecche del bosco. Causa danni progressivi come dolori cronici agli arti e nei casi più gravi, disturbi neurologici, danni ai reni e all’intestino.
  • Rickettsiosi: sono febbri esantematiche (come morbillo, rosolia, scarlattina e varicella, cioè patologie che provocano eruzioni cutanee) provocate da rickettsie, batteri trasmessi dalle zecche. Oltre alla febbre e all’eruzione cutanea generano sonnolenza, anemia, iperazotemia. Nei casi più gravi può sopraggiungere il coma.

La prevenzione

A partire dalla primavera è bene prestare particolare attenzione alla prevenzione, che rappresenta il modo più sicuro e intelligente di proteggere il pet dai parassiti. Per farlo in commercio sono disponibili diversi prodotti – collari, fiale, ecc. – appositamente formulati per evitare che zecche e altri organismi trovino appetibili i nostri amici e le loro punture determinino l’insorgere di malattie.

In realtà si può cominciare a fare qualcosa già nella propria casa, sia in giardino che all’interno, sfavorendo la creazione di condizioni ideali per le zecche.

Come rimuoverle dal nostro cane

Se non si è riusciti a prevenire che le zecche finissero tra i peli del nostro amico, bisogna correre ai ripari ed eliminare il parassita con molta accortezza e pazienza. Per toglierle senza far danni la cosa migliore è utilizzare delle pinzette a punte sottili, il più possibile vicino alla superficie della pelle e rimuoverle tirando dolcemente, imprimendo un leggero movimento di rotazione. Durante la rimozione non si deve schiacciare il corpo della zecca per evitare rigurgiti che aumenterebbero la possibilità di trasmissione di patogeni.

È bene poi disinfettare la cute sia prima che dopo la rimozione con un disinfettante idoneo. Se il rostro rimane all’interno della cute bisogna rimuoverlo con un ago sterile. Una volta rimossa la zecca deve essere possibilmente bruciata ed è importante segnarsi la data dell’intervento e osservare la comparsa di eventuali sintomi nelle successive settimane per capire il decorso di un’eventuale malattia contratta.